Intervista con S.S. Sakya Trizin

Tara VerdeDomanda: Sua Santità, cosa vuol dire lignaggio? 

Il lignaggio è l’insegnamento che è stato trasmesso dal Buddha ai suoi discepoli, poi ai traduttori e poi da un Guru ad un altro. Il filo ininterrotto di trasmissioni che vengono dal Buddha stesso, fino al Guru di oggi, è il lignaggio.

Domanda: Chi è Tara?

Tara è la perfezione della saggezza, ed è la madre di tutti i Buddha, i Bodhisattva, i Shravaka e i Pratyeka Buddha. Questa saggezza è in verità al di là di ogni forma, segno e descrizione. Ma grazie alla sua grande compassione, per poter aiutare gli esseri senzieni appare in forma fisica che è Tara. Il nome Tara significa “Salvatrice” o “Colei che Salva”

Domanda: Tara viene chiamata il Buddha femminile. Sua Santità, potreste dirci perché è diversa dal Buddha Sakyamuni storico con il quale la maggior parte della gente ha più familiarità?

 Ci sono dei Buddha in forma femminile e maschile così come ci sono persone di sesso femminile e maschile. Ci sono tanti Buddha in forma femminile, non solo Tara e Vajrayogini, sono così tante le divinità femminili! Per alcune persone è molto più facile praticare delle divinità  in forma femminile, dipende dalle proprie connessioni karmiche. Per alcuni, le divinità femminili sono più appropriate, e per altri, divinità maschili sono più appropriate. Anche se viene detto, riguardo alla loro saggezza, compassione e potere, che tutte le divinità sono sullo stesso piano comunque, grazie  alla loro figura materna, è più facile invocare le benedizioni dalle divinità femminili.

Domanda: Perché Tara viene considerata particolarmente per la sua compassione?

 In fondo tutte le divinità sono della natura della compassione e della vacuità, ma Tara è speciale in due modi: in primo luogo, è una figura materna e in secondo è un’emanazione di Avalokiteshvara, la manifestazione della compassione di tutti i Buddha. Perciò c’è una connessione particolare fra la compassione e Tara.

Domanda: Tara era una donna vera, è in tal caso, quando visse?

Nel vero senso, sicuramente non è una persona, visto che la vera natura di Tara è la perfezione della saggezza, madre di tutti i Buddha e dei Bodhisattva, e perché la saggezza è oltre la forma e qualunque segno o descrizione. Ma grazie alla sua compassione, a livello relativo appare nella forma di Tara.

Ma ci sono anche delle manifestazioni di Tara storiche. Viene detto che, molti, molti eoni fa, c’era una principessa con il nome di Gyana Chandra, che generò la mente d’illuminazione di fronte al Buddha Amogasiddi. Per poter salvare gli esseri senzienti presi il voto di rimanere nella forma femminile attraverso tutto il suo cammino e anche dopo aver conseguito l’illuminazione. Ciò indica che c’è anche una figura storica.

Domanda: Abbiamo sentito tante storie dell’aiuto di Tara. C’è una storia particolare o esperienza che Sua Santità vorrebbe condividere con noi?

 Non ho una esperienza personale di ciò, ma Tara è molto, molto importante e ci sono tante storie molto belle. Una storia  è in relazione alla continuazione del lignaggio Khön. E’ la storia di Zangpopa che era l’undicesimo detentore del trono Sakya, contando dal Khön Khoncho Gyalpo che per primo ha eretto il Monastero Sakya.

Il nonno di Zangpopa aveva cinque figli maschi, ma colui che era il padre di Zangpopa, Lopon Yeshe Jungne, era il figlio di una serva che non era una delle regine ufficiali. Uno dei figli maschi ufficiali, Chogyal Phagpa, fu il detentore del trono e Guru dell’Imperatore cinese di quei tempi.

Un altro figlio, Drogon Chagma, aveva un figlio di nome Dharmapalarakshita che era il nono detentore del trono. Quando questi morì nel 1287, non c’era un erede ufficiale del lignaggio Khön dopo di lui. Perciò Jamyang Chenpo di Sciarpa prese il trono.

A questo punto, non c’era un’erede riconosciuto ufficialmente del lignaggio Khön. Anche se Zangpopa era vivo, la gente aveva dei dubbi sulla paternità di suo padre visto che sua madre non era una regina ufficiale. Zangpopa, che era stato invitato in Cina, non fu riconosciuto dall’Imperatore, visto che suo padre non era stato un erede ufficiale. Fu invece mandato in un’area remota della Cina.

Quando Dharmapalarakscita (il nono detentore del trono) morì, l’imperatore fu molto triste di questa perdita. Pianse, mettendo le ossa di Dharmapala sulla sua testa. Che tristezza che non ci fosse nessuno nel lignaggio del suo Guru!!! C’era solo una figlia del lignaggio, una principessa, e quando morì ci furono degli arcobaleni e il suo corpo lasciò molte reliquie.

Questo alterò la mente dell’Imperatore che ora disse che qualunque connessione con il lignaggio ereditiero del suo Guru, sarebbe stato santo. In quel periodo, Zangpopa viveva in un’area remota della Cina vicino al tempio di Avalokiteshvara. Stava attraversando un periodo di grandi difficoltà, perciò pregò Tara.. Tara apparve, mise la mano sulla sua corona e disse:

“Coloro che sperano di avere un figlio, potranno avere un figlio.

Coloro che sperano di avere ricchezza, potranno avere ricchezza

Tutte le tue richieste saranno esaudite e i tuoi ostacoli saranno dissolti”.

Dopo aver ricevuto questa benedizione, l’Imperatore fu aiutato da alcuni lama Tibetani a trovare Zangpopa. Essendo un nipote di Chogyal Phagpa, fu riconosciuto dall’Imperatore e riportato al palazzo. Lì fu incoronato ufficialmente come principe Khön dei Sakya. Poi l’Imperatore disse  “ E’ molto importante che il lignaggio storico possa essere continuato”. A questo punto diede sua sorella a Zangpopa come regina. Questo Imperatore regnò nella dinastia Yön dell’impero Mongolo della Cina. La principessa si chiamò Mudakhen. Fece il viaggio fino a Sakya, si sposò con Zangpopa, ed ebbero un figlio.

 Domanda: Qual’è il significato storico del Tempio di Tara in Tibet e la sua relazione con Sakya Drolma Podrang? Esiste ancora? Chi l’ha costruito in principio? Chi lo usò? Ci fu una ragione specifica per cui si ebbe questo tempio?

 No, non esiste più. Fu costruito da Bari Lotsawa. In effetti si dice che Tara in forma umana fu sempre accanto a Bari Lotsawa. Poi un giorno, si trasformò in una statua (o pietra) in questo posto particolare. Di seguito lui costruì questo tempio per “enshrine”proteggerla.

Il tempio e tutte le immagini esterne furono distrutti durante la rivoluzione culturale. Ma la pietra interna, in cui la forma umana di tara era stata assorbita, fu salvata da qualcuno.

Ora abbiamo costruito altre 21 immagini di Tara, e quella pietra è stata messa all’interno dell’immagine principale di Tara. Ora non c’è più un tempio separato di Tara, ma si trova  nel tempio centrale dei Sakya. In effetti abbiamo donato queste 21 statue, che sono state prodotte in Nepal e spedite in Tibet. Nel tempio sono rimasti quattro monaci che fanno quotidianamente delle puja di Tara. Quindi è un tempio di Tara grazie alla connessione fra Tara e Bari Lotsawa. I Sakya hanno quattro templi meravigliosi, uno è di Tara, uno di Manjushri, uno della divinità Vijaya e uno è di Mahakala. 

Domanda: Qual’è la connessione fra Tara e Drolma Podrang? C’era un monastero femminile?

 Per la verità il nostro palazzo non si chiama Drolma Phodrang, si chiama Punphal Podrang. Ma siccome il palazzo si trova proprio accanto a questo tempio famoso di Tara, la maggior parte della gente lo chiama Drolma Podrang. Per la verità nessuno lo chiama più Punphal Podrang, tutti lo chiamano Drolma Podrang.

No, lì non c’era un monastero femminile, si trovava dall’altra parte.

 Domanda: Sua Santità, potrebbe dirci qualcosa su delle praticanti femminili famosi della tradizione Sakya? Su quali divinità si concentrarono le loro pratiche?

 La tradizione Sakya ha tante, tante praticanti femminili famose. Tante di loro anche piuttosto recenti, per esempio Jetsunma Chime Tenpei Nyima, Jetsun Tamdring Wangmo, Jetsun Pema Thrinley. Pare che per la maggior parte di loro la loro divinità principale di pratica fosse Vajrayoghini.

C’è un tempio a Sakya dove c’è una statua di Vajrayoghini molto famosa. Quando ci sono stato io, non ho mai incontrato nessuno lì a fare delle Puja. Ma si dice che nei vecchi tempi, tutte le principesse, tutte le Jetsunma che erano monache, si riunirono in questo tempio ogni decimo e ogni venticinquesimo giorno (del mese lunario) per fare la Puja.

Ed si dice che questa statua particolare di Vajrayoghini era come tutte le donne in carne e ossa, e che ogni mese veniva il flusso mestruale dalla statua, un flusso di nettare che emanava dalla statua.

Domanda: La meditazione su Tara è solo per le donne?

No, certamente no, tutti possono ricevere Tara.

 Domanda: Sua Santità potrebbe dirci i vari tipi di meditazione che possono essere impartiti all’iniziazione o cerimonia di benedizione?

 Le iniziazioni sono diverse, nel senso che ci sono le iniziazioni maggiori, ci sono delle benedizioni, e ci sono iniziazioni semplici. Prendendo come esempio un’iniziazione semplice, ci sono tre tipi di meditazione. Per primo, ci si visualizza nella forma della divinità; poi, si ripete il mantra verbalmente, e infine si medita mentalmente sulla saggezza primordiale, che è oltre qualsiasi descrizione, oltre tutte le attività, oltre la parola, oltre i pensieri. Questa è la meditazione.

Domanda: Cosa succede ad una iniziazione di Tara o cerimonia di benedizione?

 Le iniziazioni sono tutte uguali, nel senso che durante l’iniziazione, il proprio corpo, la propria voce e la propria mente sono benedetti. Da quel momento in poi si ha l’autorizzazione a fare la visualizzazione, recitare il mantra, e meditare sulla saggezza primordiale di Tara.

Domanda: Come possiamo determinare quale pratica tantrica potrebbe avere più efficacia per noi stessi?

 Penso che sia soprattutto una questione individuale. Alcune persone sono adatte per fare Kriya tantra, altre sono più adatte per Carya tantra, altre ancora per Yoga tantra, e così via. Nello stesso modo per certe persone Tara tantra è più adatto delle altre tantre.

 Domanda: C’è un consiglio specifico per le praticanti femminili dei nostri giorni, che devono trovare l’equilibrio fra famiglia, lavoro e vita spirituale? Le condizioni sono migliorate in confronto al passato? In Tibet, una volta, i discepoli dovevano affrontare molte difficoltà e attraversare distanze molto lunghe, mentre oggi i discepoli hanno un accesso più facile agli insegnamenti attraverso i mezzi di trasporto e di comunicazione moderni. Alcuni insegnanti dicono che questi sono tempi di deterioramento, ma che coloro che sono diligenti possono avere risultati più rapidi.

 Generalmente, la convenienza non migliora necessariamente la pratica.Prima di tutto, siamo in tempi diversi; questi sono tempi degenerati! In questi giorni la gente non prova tanta fede o devozione e ha più dubbi che in passato. Perciò è molto più difficile nei nostri giorni. Anche se è più facile avere accesso agli insegnamenti, sento che ci vuole più tempo per avere dei risultati.

 Domanda: L’impermanenza viene sempre evidenziata negli insegnamenti, che di conseguenza ha creato insicurezza, nei confronti della nostra carriera e delle nostre relazioni. Nel Vajrayana, però, siamo sollecitati ad avere una fiducia totale nel Guru Radice, finche giungiamo all’illuminazione. Questo è una contraddizione agli insegnamenti sull’impermanenza, nei quali dovremo guardare le cose con distacco anziché col attaccamento? Sua Santità, potrebbe darci qualche consiglio come equilibrare l’impermanenza con la fede nel Guru?

 Non lo capisco ( riferendosi all’insicurezza). Visto che tutto è impermanente hai bisogno della fede, credo. Perché tutto è impermanente, perché la vita è impermanente, e dovremo morire un giorno. Perderemo tutto ciò che è nostro, le nostre richezze, tutto. Nel momento in cui ce ne andiamo, la nostra coscienza da sola deve viaggiare verso una destinazione sconosciuta, dunque l’unica cosa che possiamo cercare per aiutarci è il Dharma. Il Dharma si può solo imparare dal Guru; perciò hai bisogno di fede e fiducia nel Guru. Non è così? Non vedo alcun conflitto.

Non stiamo cercando una vita bella – questa vita non è bella, anche la vita più bella non è bella. In effetti è una sofferenza, solo un altro tipo di sofferenza. Perciò abbiamo bisogno di svegliarci da questa illusione. E il modo di svegliarci è con l’aiuto e il supporto del Guru e del Dharma.

Domanda: Nello stesso modo, ponderando le sofferenze dell’inferno e così via, a volte possiamo sentire panico invece di calma. Se non possiamo superare il panico mentre meditiamo su questi insegnamenti fondamentali (nel Nang Sum), siamo allora pronti per altri istruzioni, come gli insegnamenti Lam Dre?

 Di nuovo non riesco a capire. Capitemi, la vita è panico; tutto è impermanente, e tutto è sofferenza. Se provi ad evitare questo, non lo puoi superare. Non lo puoi evitare; questa è la realtà. Non lo vogliamo perché vogliamo vivere una vita veramente felice.

Ma la sua realtà, però, non è felicità. La realtà è sofferenza che non possiamo evitare. La dobbiamo affrontare, e unicamente affrontandola la possiamo superare. In ogni caso, se provi ad evitarla, la dovrai affrontare più tardi. E in quel momento, quando sei costretto ad affrontarla sei in una situazione terribile e disperata. Il modo in cui possiamo superarla è di avere a che fare con essa, di conoscerla e di sapere come superarla attraverso gli insegnamenti di Lam Dre.

Domanda: Ognuno dovrebbe prendere l’opportunità di praticare il Dharma per conto  proprio?

 Certo. Fondamentalmente, nel Buddhismo devi fare tutto da te. Il Buddha disse, “ Solo tu puoi salvarti. Nessun altro può salvarti.” Perciò l’aiuto principale deve venire da noi stessi. Se sei pronto, allora le divinità sono sempre pronti. Ma se non sei pronto, le divinità non ti possono aiutare.

 Domanda: Sentiamo parlare di praticanti che hanno la realizzazione attraverso la devozione verso il Guru. Hanno attraversato tante prove fisiche,mentali e spirituali. Luding Khencen rimpoce ha detto che se un Guru avesse davvero costretto i praticanti moderni ad attraversare queste pratiche di devozione, gli studenti moderni sarebbero scappati via. Come si possono paragonare le pratiche devozionali del Guru moderne con quelle antiche?

 Penso che generalmente sia come prima. Ma quello che ha detto Luding Khen è vero. La gente moderna non potrebbe supportare quel tipo di difficoltà, perciò non possiamo fare quel tipo di cose. Dobbiamo trovare mezzi che sono utili per le circostanze odierne, e poi dipende da una persona a un’altra. Nello stesso modo, nei vecchi tempi alcune persone dovettero attraversare delle grandi difficoltà mentre altre non avevano le stesse condizioni.

Domanda: Può dire qualcos’altro sulle praticanti femminili del lignaggio Sakya?

 Ci sono, come sapete, moltissime praticanti femminili. Jetsunma Tenpei Nyima aveva così tante discepoli. Praticamente tutti i maestri Sakya e Ngorpa ricevettero degli insegnamenti da lei. Alcune Dagmo furono anche molto famose.

In effetti, uno dei pionieri dei Maestri Sakya, Drogmi Lotsawa, che fu il primo Lama Tibetano a ricevere gli insegnamenti Lam Dre, aveva quattro discepoli femminili. Mi ricordo chiaramente una di loro, era Tomo Dorje Tso. Non era una monaca, ma era una persona ordinaria. Veniva da una famiglia molto ricca, si è poi sposata in un’ altra famiglia molto ricca, che era anche una famiglia molto potente. Partorì cinque figli maschi. Avevano ricchezza, potere, tutto. Era una famiglia molto, molto potente, ma la gente del villaggio non li vedeva molto bene.

Un giorno, la gente del villaggio venne e uccise il padre e tutti i cinque figli, presero tutte le loro ricchezze. Tomo Dorje Tso era rimasta completamente sola. Era quasi impazzita di dolore, pianse giorno e notte con così tanta sofferenza.

Allora, Drogmi Lotsawa venne a sapere di questa storia. Vide che c’era una connessione fra lui e lei, e la chiamò. Lei era una di quei discepoli che non dovettero attraversare troppe difficoltà.. Dopo che fui chiamata, non ebbe tanti insegnamenti da Drogmi Lotsawa. Le dette solamente l’iniziazione di Cause Hevajra e poi la meditazione “Oltre il Pensiero”, non quello di Vajrayoghini, ma un altro con Hevajra.. Semplicemente con queste pratiche, in poco tempo, ebbe la realizzazione. Diventò una Yoghini molto grande, ed è stato detto che, nell’ultima parte della sua vita, poteva viaggiare fra i vari campi di Buddha e poi ritornare alla sua residenza tibetana.

Domanda: E’ detto che Tara dovrebbe vivere a Potala, un’isola nel sud. La sua famiglia di buddha è Amitaba, perché il suo campo di Buddha non è Sukhavati? C’è qualcuno che prega per essere rinato a Potala?

 Potala in effetti è un luogo fisico, ma alcune volte lo si può vedere, altre no. Ogni Buddha ha il suo campo di Buddha personale. La gente prega per rinascere a Potala, ma non è così popolare come Sukhavati. E’ molto difficile per gente ordinaria con le proprie oscurazioni rinascere nei campi di Buddha. Ma Buddha Amitaba creò specificatamente Sukhavati per dare la possibilità a coloro con karma negativo e con tante oscurazioni di rinascere lì. Quindi, noi, gente ordinaria dovremmo pregare per rinascere lì, perché è effettivamente possibile. Non è facile rinascere in altri campi di Buddha.

Domanda: Tara protegge e guarisce solo coloro che la chiamano?

Per la verità è proprio come con il sole; il sole brilla sempre, ma a volte lo possiamo vedere, altre no. Nello stesso modo Tara sta continuamente spruzzando le sue benedizioni a tutti gli esseri senzienti, ma alcune persone grazie alla loro mancanza di fede, credo e confidenza, non possono ricevere le sue benedizioni. Vedi, per poter salvare qualcuno bisogna avere il gancio e l’anello – Tara sta buttando il suo gancio di compassione tutto il tempo, ma per essere salvato hai bisogno dell’anello della fede. Se hai l’anello della fede, allora il gancio della compassione può essere preso e sei salvo.

Domanda: Tara è solo per i buddisti?

 Certo che no. Tara vede tutti gli esseri senzienti come il suo unico figlio. Ogni madre ama il proprio figlio, soprattutto le madri con un solo figlio. Nelle loro menti, pensano costantemente al proprio figlio, al suo benessere e alla sua prosperità. Tara ha così tanta compassione e così tanto amore che tutti gli esseri senzienti sono il suo unico figlio, senza alcuna discriminazione o eccezione.

Questa intervista è stata richiesta da Pee Lee, April e Gabriela ed è stata condotta da Inge Kunga Sodron a Drolma Podrang, Rajpur, India. Attraverso questi meriti, possano tutti gli esseri senzienti velocemente  vedere il viso della santa Tara e stabilirsi in quello stato senza eccezione. Aprile 2005

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