INTERVISTA sulla Donna con Jetsun Chimey Luding

Donne moderne possono aver ottenuto molta uguaglianza in termini sociali, politici ed economici, ma è la potenzialità spirituale di una donna grande come di un uomo? Abbiamo chiesto a Jetsun Chimey Luding di spiegarci il punto di vista Buddhista.

Prajnaparamita 2

 Donne: un punto di vista Buddhista 

Sua Eminenza Sakya Jetsun Chimey Luding nacque in Tibet nella nobile famiglia Khön dei Sakya e fu ordinata monaca all’età di 8 anni. Studiò il Lamdré, gli speciali insegnamenti del lignaggio Sakya, insieme a suo fratello, Sua Santità Sakya Trizin, e a 18 anni impartì i suoi primi insegnamenti di tre mesi in Tibet a monaci e monache. Jetsun Chimey Luding è una delle poche donne che ha trasmesso gli insegnamenti Lamdré.

Andò in esilio in India nel 1959, dove si sposò e diede alla luce 5 bambini. Nel 1971 la sua famiglia emigrò in Canada, dove lei vive tuttora con la sua famiglia, lavora come tessitrice per uno stilista, e dirige un centro Buddista Vajrayana.

Nel 1979 Sua Santità Sakya Trizin le chiese di insegnare, e lei insegnò in Europa, Asia, Nord America e Australia.

 La tua visita in Inghilterra quest’anno segna la prima volta che una maestra della tradizione del Buddismo Tibetano ha insegnato qui. Perché ci sono così poche donne che insegnano?

 Penso che le prime due ragioni siano karmiche e culturali. Il karma è un fattore decisionale e poi le differenze di vita tra uomini e donne – i loro ruoli differenti – sono i prodotti di alcuni tipi di karma.

Sotto l’aspetto culturale, in Asia ci sono stati più uomini che donne desiderosi di fare sforzi nella pratica spirituale, e questo è il motivo per cui ci sono state meno monache che monaci. Ma a parte questo, non ci sono altre ragioni che io conosca. Di certo non ci sono argomentazioni per spiegare questo negli insegnamenti in sé.

Puoi spiegare il karma dell’essere nata donna?

 Veramente non so quali siano le cause karmiche di essere rinata come donna. Non ho mai trovato nelle scritture una spiegazione del karma di essere nata donna. Ma penso che gli individui abbiano una connessione speciale con la loro vita precedente di pratica spirituale; potrebbero aver scelto di rinascere donna.

So che ci sono delle preghiere nelle quali preghiamo di non rinascere donna, bensì uomo. La maggior parte di queste sono state scritte in un periodo in cui la vita di una donna era molto dura, e credo che questa sia la ragione per cui le persone pregavano di rinascere uomo.

In termini di percorso spirituale e capacità di raggiungere l’illuminazione, essere donna significa essere nata inferiore? Io sono sicuro che gli insegnamenti della tradizione Theravada dicano che è più difficile per una donna, che per un uomo, raggiungere l’illuminazione. 

Si, e anche nel Mahayana, ma il Vajrayana non lo dice.

 Perché sarebbe più difficile secondo il Theravada e il Mahayana?

 Si dice che le donne abbiano più desideri, ogni tipo di pensiero selvaggio, e sono anche molto inclini al dubbio. Budda diceva che i dubbi e i desideri sono inutili per la pratica religiosa, e nell’insegnamento Theravada e nel Mahayana li ha segnalati come ostacoli.

Così le donne sarebbero svantaggiate nel cammino spirituale perché hanno così tante emozioni, e le emozioni sono viste come una contaminazione?

 E’ esatto.

 Però nel Vajrayana è vero quasi l’opposto, e le donne sono viste come simbolo di saggezza.

Fondamentalmente, uomini e donne sono uguali. Sono entrambi esseri umani. Anche se il Maestro ha riscontrato delle differenze nelle loro menti. Le donne hanno una mente molto acuta; in realtà sono più acute degli uomini, ed è questo il motivo per cui nel Vajrayana il sentiero che lavora direttamente con la mente, le donne rappresentano la saggezza e gli uomini il metodo. Spesso una donna ha ripensato ad un’idea più volte, molto prima che l’idea  abbia anche solo sfiorato l’uomo. Questo l’ho notato paragonando me a mio marito.

D’altra parte, nel Theravada e nel Mahayana ci sono molti esempi in cui le donne sono mostrate come cattive. Questo punto di vista a volte è riflesso all’interno della cultura. In India, ad esempio, le donne hanno uno status inferiore rispetto agli uomini. Come la maggior parte dei discepoli di Buddha erano uomini, così Egli usò l’esempio di belle donne per dimostrare l’impermanenza. Ai monaci veniva insegnato a considerare il fatto che la bellezza di una donna è solo profondità epidermica, e quantunque bella possa essere da giovane, un giorno diventerà vecchia e brutta. Questo è un metodo per ridurre il desiderio sessuale e fu insegnato da Buddha perché Egli sentiva che il desiderio sessuale non era d’ausilio alla pratica spirituale.

Insegnò anche un altro metodo, chiamato “attraverso la porta dei sensi”, con il quale il bel corpo della donna è scandagliato mentalmente e i monaci considerano quanto è brutto e repellente interiormente quando osservano il pus, il sangue, gli intestini etc. Usando questi esempi, i monaci Hinayana e Mahayana che avevano fatto il voto di condurre una vita di rinuncia, potevano purificare le loro menti.

Il punto però non è che le donne in sé sono brutte o impure. Se Buddha avesse insegnato ad un gruppo di monache, avrebbe usato lo stesso esempio al contrario e avrebbe detto loro di scandagliare il corpo dell’uomo che desideravano. Uomini e donne sono entrambi umani, vengono entrambi dal grembo materno, non c’è differenza fra loro. Questo è il mio punto di vista, non qualcosa che mi è stato detto. Buddha insegnava a tutti gli esseri senzienti. Non c’è nulla nelle Scritture che ci dica che insegnava agli uomini piuttosto che alle donne.

 Dunque, per riassumere, dal punto di vista Therawada e Mahayana, uomini e donne sono fondamentalmente uguali – hanno contaminazioni emozionali ed intellettuali che bisogna purificare, e la differenza tra loro è una differenza di livello; ma dal punto di vista del Vajarayana c’è una sottile differenza tra le menti.

 Esatto. Nel Vajrayana, specialmente nella tradizione Sakya e Nyingma ci sono le dakini che sono considerate spiritualmente più evolute degli uomini. Ho sentito dire che a certi livelli nel Nyingma non puoi raggiungere l’illuminazione se non hai un partner spirituale. Un monastico Vajrayana ha ancora da prendere tutti i voti Mahayana; è solo a livelli molto alti che si può prendere un consorte fisico. Normalmente non è usato un consorte fisico, al suo posto ne viene visualizzato uno mentale.

Ora parliamo della vita quotidiana. Le donne moderne spesso sono in grande conflitto tra il volere un marito e una famiglia, o fare carriera. Persino quando hanno dei figli molte donne vogliono essere indipendenti, avere un impiego e diventare qualcuno, e non sono soddisfatte di essere moglie e madre.

 La prima cosa che vorrei dire è che tutte le donne occidentali sono indipendenti se paragonate a quelle orientali. Io penso che il conflitto che hai menzionato dipenda dalla mente dell’individuo. Se hai un grande cuore, il cuore della compassione, puoi fare qualsiasi cosa. Se non hai un grande cuore, anche se la tua mente può voler raggiungere molte cose, fisicamente non funzionano. La mente è molto ingannevole, lo sai, vuole fare qualsiasi cosa; la mente può porsi degli obiettivi di gran lunga oltre i limiti delle possibilità. Così, se ti aspetti troppo da te stesso, non otterrai mai nulla. Quello che riesci a realizzare come individuo dipende dalla tua mente.

Io ero una monaca, poi mi sono sposata e ho avuto 5 figli, ma non avevo fatto una simile programmazione. Nemmeno ora faccio programmi. Poi, improvvisamente, anche se non ci avevo mai pensato prima, Sua Santità Sakya Trizin mi disse di insegnare e io lo feci. Per una donna con un marito che dà supporto è più facile. Mio marito è molto bravo- non è affatto geloso, mentre invece molti mariti sono per natura molto gelosi. Nemmeno io sono gelosa di lui e ci fidiamo di entrambi completamente. Questo rende facile per me viaggiare e insegnare, mentre se mio marito fosse geloso, questo sarebbe molto difficile. Ha molte buone qualità e mi appoggia totalmente.

Io penso che le donne che vogliono sia la carriera che la famiglia debbano trovare un equilibrio e dedicare lo stesso tempo a entrambe le cose. Se tuo marito ti appoggia è più facile, mentre è più difficile se entrambi sono in carriera, perché la vita diventa agitata. E ricorda che i figli non rimangono piccoli per sempre, crescono e non sempre aspettano fino a che hanno compiuto 18 anni per andarsene di casa.

Alcune donne diventano ansiose e sentono di non potercela fare, ma se davvero vuoi farlo, puoi. Ma mantieni sempre l’equilibrio. Ad esempio, io insegno e ho un impiego a tempo pieno. Devo lavorare perché abbiamo comprato casa e dobbiamo mantenere il mutuo. E oltre a ciò, i figli costano molto – specialmente il vestiario sportivo da ragazzo! Per cui io ho un impiego a tempo pieno, insegno part- time e passo i weekend con i bambini. E dato che sono una praticante del Dharma, faccio anche la mia pratica. La pratica di solito ti aiuta a disciplinarti. La famiglia, la carriera e tutto il resto può essere stancante, e per fare tutto al meglio come la tua pratica, potrebbe essere necessario perdere un po’ di sonno ogni tanto. All’inizio può essere difficile alzarsi presto la mattina per fare pratica perché non sei abituato, ma la seconda settimana và già meglio, e dopo un  mese ti sembrerà tutto più facile.

Se ti senti troppo esausto per fare tutto quello che hai da fare, dovresti rivedere la dieta. Mangia in quantità inferiore e non bere alcol. Bere alcol non va bene per un praticante religioso, o per ogni essere umano che si avvicini a questo.

 I genitori potrebbero avere iniziato una pratica spirituale e desiderare di crescere i loro figli secondo i valori spirituali, però la loro pratica potrebbe non essere stabilita in modo fermo e la loro comprensione potrebbe non essere sufficientemente matura per farlo bene. Che consiglio puoi dare?

 Iniziare con un insegnamento molto semplice. Fare pratiche o ritiri lunghi per i bambini è difficile se sono troppo piccoli, e comunque se sei ricco puoi prendere una babysitter. Per cui aspetta fino a che i bambini sono più grandi prima di escluderli da una pratica intensiva. Puoi iniziare i bambini a delle pratiche semplici e così anche loro possono imparare qualcosa. Farà loro comprendere come mai la loro madre appartiene a questa religione e non penseranno che è una cosa strana. Ma in effetti fino a che non hanno 4 anni non possono capire. Per cui, fate una pratica semplice, non rigida, e fatela il più spesso possibile con i bambini.

 Ho sentito dire da alcuni insegnanti che i bambini possono distrarre dalla pratica spirituale.

 

Quando osservi il mondo, capisci che sia che tu abbia dei bambini o che non ne abbia, ci sono un sacco di distrazioni. Potresti dover iniziare con una pratica semplice e aspettare fin tanto che tuo figlio è più grande per fare dei ritiri più lunghi, ma la cosa importante è aspirare a seguire il cammino spirituale, e dedicartici dall’inizio. Poi, in qualche modo, sarai in grado di farlo. Comunque, se tu hai solo un vago desiderio che succeda senza dedicarti veramente, allora ovviamente non succederà nulla.

 Buddha insegnò che noi dovremmo considerare tutti gli essere viventi come uguali. Come saprai, le donne moderne vogliono la parità con gli uomini in termini di lavoro, salario, stato sociale, possibilità decisionale e così via. Come vedi il modo in cui noi manifestiamo la nostra uguaglianza di base con gli uomini?

 L’uguaglianza di cui parli è samsarica. Nel Dharma viene detto che le donne hanno otto virtù o qualità: non essere sotto l’impulso del desiderio; l’abilità di trattare tutti gli esseri viventi in modo uguale e senza gelosia, come faresti con i tuoi figli; di avere simpatia e dolcezza materna; di non fare troppe chiacchiere; di dire la verità; di avere pochi punti di vista sbagliati; di avere un’intelligenza appropriata; e di allevare bei figli. Queste qualità non sono facilmente accessibili all’uomo. Ma gli uomini sono più in grado di tenersi le cose per loro. Questa è una delle loro qualità. Ad esempio, se a un uomo dici una cosa in confidenza, non si sentirà spinto a parlarne con altre persone, mentre le donne tendono a condividerla.

 Le donne occidentali sono cresciute in modo del tutto diverso da quelle orientali, e come diresti tu, sono molto più indipendenti. Forse come risultato di questo, alcune potrebbe trovare difficile avere a che fare con pratiche tradizionali, come la devozione. Come possiamo relazionarci a simili pratiche e come possiamo adattarle al nostro modo di essere?

Penso che sia importante ricordare che ci sono diversi tipi di insegnanti, e anche che durante la tua esistenza spirituale passi attraverso stadi differenti. Quando prendi i voti spirituali e i precetti del Mahayana, tu guardi al maestro come insegnante e guida, ma quando entri dentro il cammino del Vajrayana è necessario capire che c’è molto di più. Il maestro Vajrayana non è semplicemente un insegnante, o una persona, bensì è visto come la vera presenza del Buddha stesso. Così, quando ci troviamo in stadi differenti lungo il cammino, abbiamo bisogni diversi e di conseguenza abbiamo richieste differenti.

Quello che soprattutto viene richiesto, è un certo livello di responsabilità per se stessi per poter iniziare il cammino spirituale prima di tutto. Puoi studiare alcuni dei testi importanti, come ad esempio i Cinquanta Versi sull’Insegnante Spirituale di Aryasura, che spiega che relazione avere con l’insegnante, ma molto tempo prima che tu percorri il cammino e accetti l’insegnante come tuo insegnante, e molto tempo prima che tu impari a sviluppare la devozione, dovrai riflettere molto attentamente sul fatto se vuoi o no percorrere il cammino spirituale. Nessuno ti chiede di compierlo o di non compierlo; spetta all’individuo decidere dove risiedono i suoi interessi e se vuole fare uno sforzo in tal senso. Se pensi che la pratica spirituale sia buona per te, allora esamina molto attentamente cosa implica, e solo dopo ciò decidi se vuoi o no incamminarti lungo il sentiero.

Una volta che sei entrato sul sentiero, specialmente nel Vajrayana, devi cercare un insegnante che si meriti il tuo rispetto e la tua devozione, e poi devi focalizzarti su questo con dedizione, altrimenti non concluderai mai il percorso.

E’ importante ricordare che il tuo interesse nell’insegnate, il tuo dedicarti ad un insegnate e lo stato mentale che ti fa piacere un certo insegnante, non dovrebbe venire confuso con esperienze simili alla relazione con i tuoi genitori, amici o parenti. La natura della relazione studente – insegnante è completamente diversa. Le normali relazioni umane sono basate su un certo attaccamento e desiderio, mentre la relazione tra lo studente e l’insegnante dovrebbe essere priva di attaccamento e desiderio. Questo è molto importante. Devi imparare a coltivare questo. Se lo fai, allora qualsiasi tipo di devozione svilupperai sarà priva di senso, ma se non lo fai, e hai molti pensieri sul tuo insegnante, allora sarà difficile compiere qualsiasi cosa. Così, se prendi l’iniziativa di esaminare approfonditamente il percorso e l’insegnante dal principio, questo ti aiuterà a sviluppare una relazione salutare e benefica con il tuo insegnante.

Intervista (1995) a cura di Dominique Side

 Consiglio per il cuore 

Che siate uomo o donna, dovreste sempre tenere a mente Buddha, Dharma e Sangha ( I Tre Rifugi del Buddismo). In questo modo farete progressi attraverso la vostra vita quotidiana.

Allo stesso tempo, cercate di imparare la pazienza nella vita di tutti i giorni. La pazienza rende tutto più calmo.

Quando la mente è calma, le altre persone sono più rilassate.

Se qualcuno fa un errore, noi tendiamo a farlo notare. Al contrario, ricordate che tutti fanno errori, e che anche voi potete farne, perché siete umani. Siate sempre gentili con tutti, in ogni modo, fisicamente e mentalmente.

Qualsiasi cosa facciate, quello che conta è la vostra motivazione. Senza una buona motivazione, anche se fate delle cose che sono generalmente considerate buone, non saranno benefiche perché la vostra motivazione non è buona come le vostre azioni. Così, ad esempio, rimproverare o baciare un bambino cattivo perché nient’altro serve, ma con la motivazione di cercare di fare che il bambino abbia una vita migliore, lo aiuterà. Comunque, se parlate o agite per rabbia o odio, questo al bambino non farà assolutamente bene. Dipende tutto dalla motivazione: questo non dovreste mai dimenticarlo.

 

 

 

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