Aspetti dello Yoga 4

Stabilità e vigilanza

La tradizione dello yoga sta lentamente diventando più conosciuta nell’occidente, ma c’è ancora tanto da scoprire. Generalmente la gente sembra di avere l’idea che lo yoga si riduce a posizioni e respiro, ma seguendo la “scaletta”  di astangha yoga, lo yoga degli otto livelli  nei Yogasutra di Patanjali, abbiamo visto che Patanjali inizia con Yama la considerazione degli altri e Niyama la considerazione di noi stessi. Il terzo punto è Asana le posizioni, la concentrazione sul corpo fisico.

Secondo il principio yoghico, la nostra mente si esprime attraverso il corpo, e attraverso il comportamento del nostro corpo possiamo arrivare a capire anche il funzionamento della nostra mente. Sono intimamente collegati e funzionano come specchi, l’uno dell’altro.

Il movimento e le posizioni ci aiutano a capire le nostre tensioni corporee e respiratorie, hanno anche una funzione importante nell’eliminare impurità e facilitare il flusso attraverso il nostro sistema energetico.

A volte si possono verificare dei blocchi energetici che infine si manifestano come mal di schiena, tensione alle spalle, mal di testa ecc. Facendo dei movimenti terapeutici, con delicatezza e concentrazione possiamo lentamente sciogliere i nostri blocchi, e sentirci  successivamente più in armonia con noi stessi.

Armonia è equilibrio, e le posizioni yoga aspirano ad un aumento dell’equilibrio, le posizioni devono avere due qualità principali secondo Patanjali : sthira – vigilanza e fermezza, e sukha –  rimanere comodamente e stabilmente in una posizione. Le posizioni devono essere eseguite con concentrazione e in un ordine che sviluppa  una calma interiore senza dispersione. Ci aiutano a creare una forma più armoniosa del nostro essere, cominciamo a diventare sempre più attenti ai vari squilibri corporee e mentali, perché le posizioni non vengono mai eseguite meccanicamente, ma con attenzione e vigilanza. A volte, succede che siamo pieni di pensieri e eseguiamo le posizioni con poca attenzione, ma col tempo e con la pratica continua di yoga, cominciamo a sviluppare una maggiore concentrazione e scopriamo le nostre disattenzioni più in fretta, può diventare un gioco in cui smantelliamo le nostre abitudini mentali.

Cominciamo ad essere vigili durante la pratica delle posizioni, che ci aiutano a scoprire i nostri squilibri, quest’attenzione può essere portata conseguentemente nella nostra vita quotidiana, per costruire un rapporto più armonioso dentro di noi e con l’ambiente circostante.

Un antico saggio Gheranda, diceva che ci sono tanti posizioni come specie animali, e che Shiva(uno delle 3 divinità principali nei Veda) ci aveva dato 840.000 posizioni, tra cui 84 erano le posizioni principali. Oggi, possiamo trovare ca 1000 posizioni nei manuali di Yoga, alcuni di essi sono particolarmente adatti per rimanere nella stessa posizione per una certa durata, come durante la meditazione per esempio. La posizione più conosciuta è probabilmente la posizione del Loto, seduti, con le gambe incrociate, la schiena retta, la testa leggermente piegata verso il petto e le mani giunte. Altre posizioni hanno la funzione di regolare la forza vitale nel corpo, per bilanciare, rafforzare e guarire. Possono essere eseguite in modo statico o in modo dinamico, stirando, piegando il nostro corpo, con torsioni  oppure in modo diritto, di solito accompagnato dal respiro.

Insieme ai movimenti si possono eseguire dei mudra, sigilli, che sono eseguiti soprattutto con le mani, che toccano punti importanti per il flusso energetico, stimolando questi punti particolari, nelle mani o nel resto del corpo. Un altro metodo sono i bandha, che vuol dire legare, serrare; per esempio si può contrarre l’addome facilitando la concentrazione della forza vitale nello stesso e quindi stimolarlo.

Le posizioni portano spesso nomi di animali, e imitano i loro movimenti, sono posizioni che aiutano la concentrazione e che portano ad una maggiore conoscenza di sé, con aspetti curativi e di grande aiuto alla prevenzione di vari malattie.

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